Ovviamente questa non è una guida su come superare il lutto, ma un argomento che noi di MarmoPietra, onoranze funebri Milano, abbiamo deciso di trattare all'interno del nostro blog.
È sicuramente una tematica delicata e, in quanto tale, va affrontata con il massimo del rispetto. Proprio per questo, prima di procedere alla lettura del nostro articolo divulgativo, ti invitiamo a fare attenzione a quanto segue.
Se tu o qualcuno che conosci sta affrontando un periodo difficile a seguito di una perdita, chiedi aiuto a uno psicologo, l'unico professionista in grado di guidare attraverso un percorso di guarigione in maniera più rapida e senza alcun tipo di controindicazione.
È esattamente ciò che consigliamo anche noi di MarmoPietra, Onoranze Funebri Milano, dando tutto il supporto possibile ai nostri Clienti. La nostra etica, infatti, ci impedisce di lasciare sole le persone più bisognose al termine del rito funebre. Proviamo a proporre una soluzione sana, fornendo il primo contatto con degli psicologi selezionati nelle nostra area.
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La teoria sull'elaborazione del lutto nasce dal genio scientifico di Elisabeth Kübler Ross, psichiatra svizzera, negli ormai lontani anni '60.
La Ross ha lavorato per parecchio tempo in America, all'ospedale di Chicago, nel quale ha avuto un rapporto costante con i malati terminali, grazie ai quali definì i 5 stadi psicologici di un individuo nel suo rapporto con la morte:
Il tutto venne raccolto in un libro, "La Morte e il Morire" pubblicato nel 1969. Il suo lavoro ebbe grande risonanza nella comunità degli psicoterapeuti, i quali lo trovarono utile anche in caso di elaborazione del lutto.
Così è stato individuato il percorso dei 5 stadi del dolore, che è diventato uno dei capisaldi della psicologia moderna.
La prima sensazione davanti a una perdita è sempre quella dell'incredulità, del "non può essere vero". Questa è una fase molto breve che l'individuo usa come un meccanismo di difesa istantaneo, con lo scopo di combattere il forte shock iniziale.
Logicamente, la negazione della realtà non è una difesa che il cervello è in grado di sostenere a lungo termine, quindi, nonostante la persona faccia in fretta i conti con l'avvenuto, non è disposta ad accettarlo. Lo vede come un'ingiustizia e a farne le spese, in questo caso, saranno anche i suoi cari, poiché andrà alla continua ricerca di qualcuno o qualcosa da incolpare.
La fase della contrattazione si potrebbe anche chiamare "fase del rimpianto". La persona in lutto, infatti, si perde nel circuito negativo di pensieri che comprendono dei momenti che avrebbe voluto vivere diversamente con il proprio caro. Spesso, infatti, si trova a rivangare situazioni passate e si chiede cosa sarebbe cambiato se avesse, magari, passato più tempo con lui quando ne aveva ancora la possibilità.
In questo stadio non è raro affidarsi anche alla preghiera, attraverso la quale si chiede con forza di avere anche un solo giorno in cui potersi confrontare con il defunto.
4. DepressioneLa fase più acuta del cordoglio, ma anche la fase chiave, è sicuramente quella della depressione. La persona inizia a riconoscere in maniera razionale l'entità della perdita e, in virtù della razionalità ritrovata, comprende che non si può più tornare indietro. Da questo scaturisce una tristezza profonda, si sente sola e perde gli stimoli che più la caratterizzano in quanto individuo.
Per esempio, gli hobby non riescono più a dargli la stessa gioia di un tempo.
Arrivare al quinto passaggio vuol dire uscire vittoriosi da un percorso molto difficile. Questo è lo stadio in cui si accetta completamente la perdita e si trova un nuovo equilibrio per affrontare la vita di tutti i giorni.
Ovviamente, con accettazione non si intende che il dolore è sparito per sempre, ma che la persona ha trovato il modo più adatto per conviverci.
Le fasi di elaborazione del lutto universalmente riconosciute sono le cinque che abbiamo appena descritto, ma col tempo si è creato un modello alternativo che comprende sette step.
Questo non cambia la teoria cardine di Elisabet Kübler Ross, ma la propone didatticamente in maniera diversa come segue:
Alla fine del nostro articolo ci teniamo a sottolineare un paio di concetti fondamentali.
Cosa più importante da ricordare è che ognuno ha i suoi tempi. Per superare un evento tragico come la morte, non esiste nessun termine massimo ed è un'esperienza totalmente privata e unica.
Per ultimo, una precisazione a livello informativo: le fasi di cui abbiamo discusso nel nostro intervento, non sono dei passaggi "obbligati" per arrivare ala guarigione, ma una semplificazione didattica.
Ripetiamo ancora una volta che ogni persona è diversa e che anche le fasi da attraversare, quindi, lo sono. Alcuni possono saltare dei passaggi o affrontare il tutto in ordine diverso. Non è raro neanche che si ripercorra lo stesso cammino più volte.
Prima di salutarci, vista la sua importanza, preferiamo sottolineare l'invito fatto all'inizio. Se tu o qualcuno che conosci sta affrontando un periodo difficile di fronte a una perdita, chiedi subito il consulto di uno psicologo.
Prendersi cura del proprio benessere mentale è fondamentale e non costituisce una vergogna. Ti ringraziamo per averci letto fino alla fine.
Se desideri ricevere maggiori informazioni sull'organizzazione di funerali a Milano, sui nostri servizi di arte funeraria o dei servizi funebri, non esitare a contattare i nostri uffici.
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