Il rito funebre è una cerimonia che ha luogo in tantissime culture anche se spesso in forme diverse. Non esiste infatti un manuale universale che indichi come organizzare questa cerimonia, ma le usanze e le abitudini cambiano insieme alle epoche e ai Paesi. Un esempio lampante è rappresentato proprio dai colori del lutto, quei colori cioè indossati quando viene a mancare un amico o un parente.
Marmo Pietra non è solo un’agenzia di arte funeraria Milano, ma siamo anche un’impresa onoranze funebri e, come tale, ci occupiamo di organizzare i funerali per coloro che lo desiderano. Si tratta di un evento estremamente triste, per alcuni addirittura traumatico ed è quindi un piccolo sollievo sapere che dei professionisti come noi si occupano di tutto, burocrazia inclusa.
In fase di organizzazione, molti sono i Clienti che prestavano particolare attenzione alle usanze locali, con il desiderio di evitare di dare scalpore. In Marmo Pietra onoranze funebri Milano, tuttavia, crediamo che nonostante esista un galateo funebre, questo momento debba essere vissuto come ognuno ritiene più opportuno, stando ovviamente all’interno di quanto previsto dalle leggi italiane. Se per esmepio il defunto amava i girasoli, perché non si potrebbero usare tali fiori?
Ciò che è considerato idoneo oggi o nel nostro Paese, in altre parti del mondo o in passato poteva addirittura rappresentare un insulto. Un esempio classico è rappresentato proprio dal colore del lutto: ciò che vale in Italia non vale in altri Paesi o in altre culture.
In Italia il colore per eccellenza del funerale è il nero: si tratta di un colore estremamente scuro ampiamente utilizzato fino a qualche decennio fa nel nostro Paese. Un tempo, infatti, era usanza vestirsi completamente di nero non solo per prendere parte al funerale, ma anche per tutto il periodo di lutto.
Alcune persone, in particolare donne, alla morte del loro amato marito non abbandonavano più il nero, portando il lutto per il resto dei loro giorni.
Oggi le usanze sono cambiate e sebbene si eviti di indossare colori sgargianti ed eccessivamente brillanti ai funerali, è decaduta in gran parte del Paese l’abitudine di vestirsi completamente di nero, così come è quasi del tutto scomparsa l’osservanza del periodo di lutto indossando i soli abiti neri.
Facendo riferimento al passato, però, possiamo ricordare che le donne erano solite indossare capi di vestiario solo neri, dalla gonna alla giacca; gli uomini invece si limitavano a fissare una fascia nera sul cappello o sul braccio, in alternativa al bottone del lutto attaccato alla giacca. Non era solo l’abbigliamento ad essere scuro: porte, mobili, tende, finestre e anche il letto del defunto erano tutti neri.
Sebbene si creda che tale abitudine derivi dall’affermazione del Cristianesimo, essa è un’usanza che viene da molto più lontano e, per la precisione, dall’Antica Roma. A Roma durante le celebrazioni funebri era vietato indossare abiti bianchi, ma si era soliti portare con sé stole scure, per esempio grigie e marroni.
Se in Italia il bianco era quasi vietato e tutt’ora cerchiamo di non indossarlo a un funerale per rispetto alla famiglia del defunto, in altri Paesi è proprio il colore del lutto. Cina, India e altri Paesi dell’Estremo Oriente unitamente ad alcuni Paesi africani (Togo e Camerun) sono solo alcuni dei luoghi in cui il bianco è il colore del lutto e viene utilizzato per commemorare i defunti.
Perché un colore che per noi rappresenta la purezza, in altri luoghi rappresenta il lutto? Queste popolazioni associano il bianco al pallore della morte e, quindi, tale colore assume subito un significato sinistro. Non è quindi un caso se il colore bianco, in queste culture, è bandito dai matrimoni, dalle feste e dalle celebrazioni diverse dai funerali.
Anche in Giappone, fino al XIX° secolo, gli abiti indossati in occasione di lutti e funerali erano tutti di colore bianco: oggi questa usanza e tradizione è meno sentita rispetto al passato.
Un altro colore utilizzato per il lutto è il rosso e il suo utilizzo trae origine da tempi antichissimi, per l’esattezza dagli Egizi, alcune testimonianze ci giungono addirittura fin dai tempi preistorici.
Gli Antichi Egizi rivestivano di rosso l’interno del sarcofago e chiunque partecipasse ad una cerimonia funebre era tenuto ad indossare abiti del medesimo colore.
Questa usanza non è andata del tutto persa: in alcune zone dell’Africa, infatti, ancora oggi il rosso è considerato il colore del lutto. L’unico riferimento al rosso funereo in Occidente è collegato al decesso di un papa i cui paramenti sono, appunto, rossi.
Il giallo è stato il colore del lutto per secoli in Spagna, tradizione oramai definitivamente perduta. A questo uso però è connesso un fatto storico di un certo rilievo che coinvolge proprio un’ex infanta di Spagna, la Regina d’Inghilterra Caterina d’Aragona.
Come tutti sanno Enrico VIII allontanò la sua prima moglie per prendere in sposa Anna Bolena. Alla morte di Caterina avvenuta nel 1536, Re Enrico e Anna vestirono di giallo.
Molti della corte videro in tale decisione un modo per festeggiare la dipartita della regina, ma il giallo a quei tempi in Spagna era il colore del lutto: sembra quindi che Enrico volesse rendere omaggio a Caterina e mostrarle un ultimo segno di rispetto.
In Marmo Pietra, onoranze funebri Milano, ci occupiamo di tutto al tuo posto, seguendo ovviamente i tuoi desideri. Penseremo noi alla vestizione salma, a organizzare il funerale, a procurarci gli addobbi floreali e, se lo vorrai, anche a progettare e realizzare una sepoltura personalizzata per il tuo caro.
Grazie alle nostre opere di arte funeraria Milano realizziamo la sepoltura che preferisci: non solo lapidi in marmo, granito e pietra, ma anche mini edicole funerarie, tombe di famiglia e tanto altro. Tutto dipende dai tuoi desideri e dalle tue preferenze.
Se desideri ricevere maggiori informazioni sui nostri servizi, oppure se desideri fissare un incontro con i nostro maestri nella lavorazione marmo Milano, non esitare a contattarci.
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