Oggi vogliamo parlarti di cimitero laico come se fosse un approfondimento, una piccola nota a piè di pagina del nostro precedente articolo sui funerali non religiosi.
Anche se poco conosciuti, infatti, in Italia esistono diversi luoghi di riposo del genere. Quello di Roma, a Testaccio, risulta il più grande e importante sotto il punto di vista storico, ma ve ne sono degli altri che, seppur non saranno trattati in questa sede, vogliamo citare:
A parte quelli appena citati, i cimiteri laici nel nostro territorio non sono affatto numerosi. Anzi, non superano le venti unità, rimanendo quindi dei luoghi rari e molto richiesti.
Noi di MarmoPietra - Onoranze Funebri Milano vorremmo raccontarti di questi luoghi, e soprattutto di quello più rilevante a livello artistico e storico: il cimitero Testaccio.
Questa è la storia di un po' tutti i cimiteri acattolici, nati da un esigenza molto comune, molti dei quali nel corso del diciottesimo secolo, quando le città più importanti iniziarono a essere visitate da artisti, scienziati, o diplomatici che avevano credi differenti rispetto alla popolazione del luogo.
Stabilendosi nelle nostre città, se atei o di religioni differenti, alla loro morte non potevano essere accolti all'interno dei cimiteri consacrati dalla religione cattolica, quindi venne l'esigenza di creare degli spazi adatti per dare loro una degna sepoltura.
Fu così per Roma, che già nel 1738 registrò la prima inumazione laica sotto il nome dello studente di Oxford George Langton.
Nella seconda metà del 700, il numero di residenti, soprattutto di nazionalità inglese, continuò a crescere. Di conseguenza, crebbe anche il numero di sepolture che costrinse la città a correre ai rimedi.
Nonostante le numerose incertezze, si arrivò a una conclusione positiva della vicenda solo nel 1821, quando Papa Pio VII diede il via alla creazione di un vero spazio acattolico dove chiunque, che fosse laico, protestante, o di altra religione, potesse ottenere una sepoltura degna.
Per un ulteriore passo avanti, bisogna aspettare un cinquantennio. Nel 1870, infatti, con l'ingresso di Roma nel regno d'Italia, si allentarono molte leggi restrittive, e il cimitero di Testaccio riuscì a diventare un vero e proprio monumento di rispetto verso le altre credenze. Monumento che ancora oggi riflette l'importanza dell'inclusione.
Il cimitero laico di Roma non è soltanto un riferimento per l'inclusione del diverso, ma anche un luogo in cui gustarsi una sublime architettura.
Fra i tanti monumenti al suo interno, il più importante è sicuramente la Piramide di Caio Cestio, risalente al primo secolo a.C, ma ciò che affascina maggiormente i visitatori sono le tombe, fra cui quella a forma di letto di Emelyn Story (moglie dello scultore William Wetmore Story), in cui è raffigurata una donna dormiente.
Bisogna quindi sottolineare un grande valore artistico a tutto tondo, menzionando la qualità delle tombe stesse, decorate in tanti stili, appartenenti a varie epoche e parti d'Europa.
Ma a contribuire all'"immortalità" dei defunti, ci sono ovviamente anche gli epitaffi, che riescono a far raccontare a ogni singola lapide una storia totalmente diversa. Unica. Uno degli esempi più calzanti lo troviamo su quella di Antonio Gramsci, incorniciata dai versi di Pier Paolo Pasolini:
Uno straccetto rosso
come quello arrotolato al collo dei partigiani
e, presso l'urna, sul terreno cereo,
diversamente rossi, due gerani.
Lì tu stai,
bandito e con dura eleganza
non cattolica,
elencato tra estranei.Arte Funeraria
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Il cimitero laico di Roma non è solo un posto per personalità importanti, ma anche una delle poche strutture italiane in cui ci sono lapidi in ricordo di animali domestici, che testimoniano quanto siano stati sempre molto importanti per l'uomo.
Inoltre, girando per il cimitero, si possono facilmente notare anche delle colonie feline che, accuditi dai custodi, accettano di buon grado le coccole dei visitatori.
A partire dalla seconda metà del 700, il cimitero inglese di Roma è stato costantemente utilizzato. Infatti già dalla fine della prima guerra mondiale, nel 1918, la città ha indetto un blocco alle nuove sepolture.
Oggi, questo blocco risulta ancora attivo, anche se avvengono nuovi ingressi di rado. Questi sono vincolati solo a personaggi di grande cultura e influenza, che hanno preso una posizione laica ben definita.
Due delle ultime sepolture italiane sono state concesse proprio allo scrittore Andrea Camilleri, passato a miglior vita nel 2019, e all'ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (2023).
Attualmente, il cimitero laico più importante d'Italia non ha fini di lucro, e viene gestito da un'associazione no-profit istituita da molteplici comunità religiose e straniere residenti nella Capitale.
Esse si occupano di cura e manutenzione del luogo, e si sostentano tramite:
Il loro impegno è volto a far conoscere la storia del cimitero di Testaccio, e preservare la storia di tutti coloro (personalità importanti e non) che vi sono sepolti.
Funerali laici e multiconfessionali
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